Ripenso alle parole dette. A quelle buone, a quelle scivolate sul sapone, a quelle zitte. Quelle della sofferenza rigogliosa e a quelle accettate sulla gola.
Rifletto sulle rivincite, sui riscatti, su i ricatti.
Su tutte quelle menzogne che ci menzognano l'esistenza, e anche su quelle che ci costruiamo da soli, per farci sentire meno bugiardi, con noi stessi.
Mi mento spesso, per sopravvivere, ma quando mi sveglio sto peggio di prima. Non so se è un caso di coscienza, o se è solo un altro alibi per salvarmi.
Non lo so davvero, e lo dico con sincerità.
Io posso cambiare, è già accaduto molte volte.
Gli altri non lo so, ma non so nemmeno se sia giusto cambiare per gli altri. In fin dei conti egoisti lo siamo tutti.Anche i santi, lo sono stati, ed io se ho fatto cambiamenti sulla mia personalità forse è stato solo per influenzare positivamente l'occhio di chi mi aveva.
Ci ho messo il forse perchè non lo so. Penso che le cose le faccio per amore, ma non so, non so se anche amare è un alibi.
Ne sento e me ne dico tante, anche.
Rifletto sullo stato delle cose, sulle cose, e sulle persone che diventano tali. Ripenso ai discorsi fatti, ai fatti, e a tutto ciò che si rifà, proprio non possiamo
fare a meno d'ingannare e d’ingannarci.
Ripenso a chi ho di fronte, e chi è al fronte in ogni istante, che la vita è solo guerra. Penso alle battaglie inutili che ho combattuto.
Penso all'amaro che ho fatto bere e che ho bevuto, e a chi non ha nemmeno il bicchiere. Rifletto sull'amore e i suoi calci ricevuti nel sedere, e a chi se ne frega perchè sta solo a vedere.
Gli anni si sommano solo a tutti gli ieri di passaggio, e formano un paesaggio su cui riflettere.
Ripenso e rifletto
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